venerdě, febbraio 17, 2006

Umiliazioni Notturne

Ieri notte, intorno alle 3.30-4, Ciccio ha chiamato mia moglie per la solita pipě notturna che lui non č in grado di gestirsi da solo.

Mia moglie a fatica si č alzata lo ha accompagnato in bagno e lo ha aiutato a posizionarsi correttamente davanti alla tazza del wc. A quel punto forse a causa del sonno, forse a causa d'altro si č fatto la pipě addosso.

Emergendo dal sonno ho sentito del trambusto in bagno con mia moglie che non sapeva bene come fare, mi sono alzato e le ho dato una mano a cambiarlo e a ripulire il pavimento del bagno.

Ciccio si č mortificato non poco, ha pianto per l'umiliazione che il suo corpo ancora una volta gli aveva inflitto. E sottovoce ha detto, biascicando le parole, che doveva essere lui a morire non Piera, la moglie.

Noi riaccompagnandolo a letto abbiamo cercato di rassicurarlo e confortarlo. Forse ci siamo riusciti forse no. Fatto sta che dopo il sonno mi era passato e da sotto le coperte, nel buio della notte illuminata solo da una lucina che Ciccio vuole resti sempre accesa nella cameretta dove lui dorme, i pensieri mi si affollavano alla mente.

Ciccio invece dopo un po' russava. Stamattina abbiamo comprato un pappagallo (quello senza le penne).