Veleni Estivi
Non ho ancora spento il computer e staccato la spina elettrica (per precauzione) che già aleggiano i primi effluvi maleodoranti.
E sono veleni familiari questa volta.
Partiremo domani, e domani è il compleanno di nostra figlia nonché l'anniversario di matrimonio mio e di mia moglie.
Domanda velenosa: si poteva evitare di partire e dunque viaggiare il 22 Agosto visto che oggi nessuno di noi due (io e mia moglie) eravamo impegnati lavorativamente?
E se il biglietto era stato staccato quando teoricamente non si sapeva se mia moglie avesse lavorato oggi è solo un caso che oggi sia poi risultata libera?
Dovviamo credere nel caso? O come qualcuno mi suggerisce nelle menti fini?
Il compleanno di mia figlia è diventato oramai per le due famiglie (mia e di mia moglie) un affare di stato. Uno dei tanti tra due famiglie che mal si sopportano. Senza esclusione di colpi dove ognuno si sente in diritto di pretendere qualcosa.
E noi tirati per la collottola a destra e a manca che a nostra volta cerchiamo di sgambettarci l'un l'altro per non scontentare le rispettive famiglie di provenienza.
Forse tutto questo accade perché è la nostra di famiglia a non sussitere e a non consistere dentro di noi.
Noi agiamo ancora come se avessimo vent'anni e non quaranta suonati, come se dovessimo in ogni cosa avere il paluso degli uni e degli altri. Ed io mi ritrovo tra l'agire zitto e circospetto e camaleontico degli uni (o dell'una) contro la lamentela, la rabbia mal repressa e il vittimismo asfissiante degli altri (o dell'altra).
Cosa fare? Urlare la propria rabbia? Far finta di niente? Far esplodere tutto? Cercare un "pareggio" che accontenti tutti? Io il mediatore non lo faccio più. Porto ancora ferite profonde ed oramai infette per averlo fatto in passato. Basta!
E domani per mia figlia dovrò anche fare buon viso a (presunto) cattivo e furbesco gioco.
E domani si parte. E partire è un po' morire.
(Che bella l'estate! E il natale lo sarà ancora di più.)
E sono veleni familiari questa volta.
Partiremo domani, e domani è il compleanno di nostra figlia nonché l'anniversario di matrimonio mio e di mia moglie.
Domanda velenosa: si poteva evitare di partire e dunque viaggiare il 22 Agosto visto che oggi nessuno di noi due (io e mia moglie) eravamo impegnati lavorativamente?
E se il biglietto era stato staccato quando teoricamente non si sapeva se mia moglie avesse lavorato oggi è solo un caso che oggi sia poi risultata libera?
Dovviamo credere nel caso? O come qualcuno mi suggerisce nelle menti fini?
Il compleanno di mia figlia è diventato oramai per le due famiglie (mia e di mia moglie) un affare di stato. Uno dei tanti tra due famiglie che mal si sopportano. Senza esclusione di colpi dove ognuno si sente in diritto di pretendere qualcosa.
E noi tirati per la collottola a destra e a manca che a nostra volta cerchiamo di sgambettarci l'un l'altro per non scontentare le rispettive famiglie di provenienza.
Forse tutto questo accade perché è la nostra di famiglia a non sussitere e a non consistere dentro di noi.
Noi agiamo ancora come se avessimo vent'anni e non quaranta suonati, come se dovessimo in ogni cosa avere il paluso degli uni e degli altri. Ed io mi ritrovo tra l'agire zitto e circospetto e camaleontico degli uni (o dell'una) contro la lamentela, la rabbia mal repressa e il vittimismo asfissiante degli altri (o dell'altra).
Cosa fare? Urlare la propria rabbia? Far finta di niente? Far esplodere tutto? Cercare un "pareggio" che accontenti tutti? Io il mediatore non lo faccio più. Porto ancora ferite profonde ed oramai infette per averlo fatto in passato. Basta!
E domani per mia figlia dovrò anche fare buon viso a (presunto) cattivo e furbesco gioco.
E domani si parte. E partire è un po' morire.
(Che bella l'estate! E il natale lo sarà ancora di più.)



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